Antonio Justel Rodriguez
TESI DI PERDONO
Ah, se solo potessi dissolvere la mia realtà per un istante e cogliere la grandezza dell'aver vissuto!
Oh, se solo il dono della coscienza ardesse nelle mie mani, e lo sentissi chiaro e chiamarmi,
a quale virtù, o a quale pulsare di male o tormento, potrei attribuire la voce delle sue ceneri!
Un uomo nel sangue vivo, che sanguina? Un lampo dell'universo che lo stabilisce...?
O un freddo vento del nord che ulula nel suo petto, sotto l'alone o il grido di una lampada sinistra?
Leggerezza e fugacità in frammenti, i miei ego e i miei perché in frammenti,
in frammenti e sotto esame, e dentro di me, l'eternità:
il mio essere, la mia legge, il mio fuoco;
...ah isola di divino splendore che mi osserva tra mari e cieli lastricati di braci purpuree,
con i suoi fulmini e i suoi timpani, con i suoi duri ciottoli,
e anche, e qui dentro, con il suo fango e la sua neve, le sue furie tese e le infinite rovine umane;
...ah fiamma fisica e immensa di perdono che qui, umilmente, offro e chiedo,
oh luce universale,
oh tu, oh tu,
oh canto, umano e mio.
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Antonio Justel/Orione di Panthoseas
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Published on e-Stories.org on 15.01.2026.