Antonio Justel Rodriguez
I BAMBINI
… nel mio quartiere crescevano le viole;
l'eternità vibrava come un istante di luce, come una goccia di rugiada,
come se all'improvviso tutte le cose fossero emerse pure, intatte e perfette
nella luce dell'innocenza;
[così, un giorno, la strega tirannica volò via con la sua scopa rotta, e cadde rotolando per essere sia tirannica che strega;
e, un altro giorno, un uomo rise e rise perché un pomeriggio, in mezzo alla piazza, Cristo stava parlando con noi]
… nel mio quartiere piangevamo e bruciavamo facilmente,
il mondo si ruppe e noi lo rimettemmo insieme perché, senza saperlo,
eravamo lo stagno e anche il bronzo e il fuoco della vita;
… quando lo lasciai, piansi;
Ora, ci sono giorni in cui guardo i bambini nel loro habitat amorevole e, allora, con affetto,
sento dentro di me, come miei, l'uomo della risata, la strega tirannica e la patina immortale delle violette;
ma niente, niente è per me così profondo e chiaro come quel sottile mormorio con cui bruciavamo le ore e le strade:
la voce e la luce ipergalattiche di Cristo.
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Antonio Justel
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Published on e-Stories.org on 30.12.2025.