Antonio Justel Rodriguez
EVOCANDO OSIRIDE
...quando, bruciando, attraverso l'amarezza dell'essere,
in mezzo a un mondo in fiamme, il dio ruggisce;
ci sono frammenti di momenti, ore, anni ed ere che rotolano, purificandosi,
ci sono grida di dolore e ombre in fuga, rumore e dolore,
e forze che provengono dalle radici del tempo per distruggermi
e murarmi il petto ed essere rovina totale, e sete;
...mentre questo accade, mi fermo e riparo il mio corpo su una panchina del parco
perché sto perdendo i piedi e le mani, la vita, il viso, la passione,
e il vento li porta via;
le auto passano ma non sono auto, né gli uccelli sono uccelli,
né le rose nel giardino sono rose;
e non c'è ostilità né comandi blasfemi, solo un corpo caduto e sconfitto,
in fuga dal mio amato e antico sé, colui con cui ho intrapreso un viaggio profondo, serio e lungo
attraverso la terra della pietra e della resurrezione;
...come Osiride, quando cala la notte, la mia anima cercherà e raccoglierà i suoi tesori,
e dopo averli nascosti, se ne andrà;
...ma prima, e il pomeriggio si smembra – dove splende il sole, dove arde e ancora perdura –
gli uccelli volteggiano, e io vado;
...e no, non ci sarà paura, la luce libera sempre.
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Antonio Justel
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Published on e-Stories.org on 12.12.2025.